Skip to main content

Gozi: «Caro Macaluso, vogliamo l’Europa dei diritti»

Sandro Gozi, ex sottosegretario con delega agli Affari europei dei governi Renzi e Gentiloni, risponde all’editoriale di Emanuele Macaluso.

Articolo tratto da Il Dubbio


«Noi sappiamo esattamente che Europa vogliamo costruire e lo abbiamo scritto nella Dichiarazione di Roma del 2017: un’Unione che moltiplica protezioni, sicurezze e opportunità». Sandro Gozi, ex sottosegretario con delega agli Affari europei dei governi Renzi e Gentiloni, risponde all’editoriale di Emanuele Macaluso che, di fronte alla prospettiva di un governo euroscettico, si chiedeva cosa facesse il centrosinistra.

Risponda lei alla domanda di Macaluso, che Europa vuole?

Un’Europa capace di riformarsi, tanto per cominciare: davanti a sfide nuove come quella dell’immigrazione e della crescita debole, abbiamo bisogno di una politica europea più forte. Il Pd difende una visione di Europa coerente con quella del presidente francese Emmanuel Macron, che mette al centro la questione democratica, il rafforzamento delle politiche sociali, l’Europa dello stato di diritto e la riforma della zona euro. Approfondisci

Passalacqua: Sinistra Liberale al fianco di Bianco e Saitta

Il prossimo appuntamento elettorale amministrativo di Messina e Catania costituisce una occasione per il rilancio di una piattaforma civica di impronta riformatrice. A Catania la buona amministrazione di Enzo Bianco, che ha restituito centralità strategica alla città, ed a Messina la sfida unitaria che vede Antonio Saitta guida e punto di riferimento autorevole e credibile per competenza e passione: sono entrambe opportunità che sollecitano la più ampia ed articolata condivisione delle forze sociali, culturali, civiche, economiche che hanno a cuore lo sviluppo dei territori in una prospettiva non provinciale.

Sinistra Liberale, che si onora della presenza di Antonio Saitta quale vicepresidente, da sempre organicamente impegnata anche in Liberal PD presieduta da Enzo Bianco, riconosce ad entrambi i candidati, per storia, formazione, scelte, concreta attività svolta, il ruolo di ineludibili punti di riferimento è non farà mancare il proprio sostegno concreto.

Gianfranco Passalacqua

 

Passalacqua: Sinistra Liberale con la Brigata Ebraica

Ogni 25 aprile, giorno della liberazione dell’Italia dal nazifascismo, tornano puntuali le discussioni sulla partecipazione ai cortei dello striscione della Brigata Ebraica, che fu attiva in Italia nella liberazione dal nazifascismo. In molti casi, la partecipazione è stata accompagnata da intimidazioni, minacce ed insulti.
In particolare alcune sigle, certo non rappresentative delle spirito che deve animare i custodi di quel tragico momento storico, in passato, avrebbero preferito che i vessilli della Brigata Ebraica fossero esclusi dai cortei, come se non fossero degni di sfilare.
Questo per compiacere gruppi che nulla hanno a che vedere con la liberazione dalla barbarie nazi fascista, ed invece strumentalmente impegnati in iniziative anti israeliane, antisioniste, antiebraiche, spesso contraddittoriamente esaltando figure che invece del rapporto organico col nazifascismo fecero motivo di vanto. Basti pensare al gran Mufti di Gerusalemme di quegli anni, fedele alleato di Hitler.

Sinistra Liberale nel confermare la sua vicinanza alle ragioni delle iniziative che ricordano la liberazione,  invita i responsabili delle celebrazioni del 25 aprile, l’ANPI ed i Comuni interessati a voler tutelare la partecipazione di chi ricorda il sacrificio della Brigata Ebraica ed a voler isolare chi partecipa alle celebrazioni con simboli e bandiere estranee alla memoria della liberazione.

EuropaToday – Nel Pd volano stracci. Per colpa di Macron.

Passalacqua: il riformismo europeo cresce se è capace di superare i limiti imposti da una visione identitaria e autoreferenziale.

Invito a maggiore attenzione sulla qualità delle proposte politiche. E delle personalità che le offrono al dibattito.
La condivisione d’intenti con Sandro Gozi, e con molti altri, mi consente di replicare che l’operazione messa in campo è di profilo alto, orientata a dare una prospettiva europea al riformismo italiano.
Legittimo dissentire, ma, vi prego, con juicio.
E sopratutto senza questa carica di aggressività assai poco coerente con l’ammirevole biografia di Daniele Viotti.
Il rispetto, almeno tra chi si dichiara democratico, non deve venire mai meno.
Mi auguro che chieda scusa.

 

Da EuropaToday:

Il renziano Gozi incontra gli spagnoli di Ciudadanos e apre a un nuovo soggetto politico europeo con il movimento del presidente francese. Ma l’eurodeputato Viotti lo attacca: “A nome di chi parla?”


Le divisioni del Pd in Italia arrivano fino a Bruxelles, dove ormai è chiaro a tutti che i dem stanno cercando di capire in quale casa politica appartarsi in vista delle prossime elezioni europee. Da un lato c’è chi vuole restare nella famiglia del Partito socialista, per quanto sempre più in crisi, magari con qualche allargamento a sinistra. Dall’altro, c’è chi, come i renziani, sognano la nascita di un nuovo soggetto politico (molto liberaldemocratico) con Republique En Marche , il movimento del presidente francese Emmanuel Macron, e il rampante partito di Ciudadanos in Spagna.

L’alleanza con Macron e Ciudadanos
Del secondo gruppo fa parte Sandro Gozi, sottosegretario dei governi Renzi e Gentiloni per gli affari europei, che già all’indomani delle elezioni in Italia aveva rilanciato le ipotesi di un’alleanza europea con Macron e che in questi giorni ha prima incontrato alcuni leader di Ciudadanos a Bruxelles, per poi intrattenersi a Roma un gruppo di esponenti di Republique En Marche: “Prosegue il nostro dialogo per la rifondazione europea e per la costruzione di una nuova alleanza progressista per vincere la battaglia contro gli estremisti e i populisti antieuropei”, ha scritto un entusiasta Gozi su Twitter.

Leggi l’articolo completo su EuropaToday

Messina – Antonio Saitta è il candidato del centrosinistra

Si è conclusa la telenovela della scelta del candidato del centrosinistra. Sarà l’ex pro rettore alla Legalità. Non escluso un ticket con la Timbro. Alessandro Russo si dimette da vice segretario PD . Palano Quero riflette.
Articolo di Domenico Bertè


Alla fine il tavolo composito del centrosinistra ha deciso. E’ Antonio Saitta il candidato della coalizione. Sono servite una lunga serie di riunioni, all’interno del PD, e con gli alleati, per sciogliere le riserve sul nome che comunque è stato sempre il favorito. Alla stretta finale erano rimasti solo Francesco Palano Quero e Giovanni Lazzari. Non è escluso un ticket con la Timbro (LEU) ma Liberi e Uguali deve passare domani, a sua volta da una direzione.

La scelta di Saitta, ha avuto come reazione le dimissioni di Alessandro Russo, renziano della prima ora e vicino a Palano Quero, dalla carica di vicesegretario provinciale del PD “in maniera irrevocabile a decorrere dalla giornata odierna. Le ultime vicende politiche riguardanti la città di Messina, purtroppo, mi confermano l’impraticabilità politica del dibattito all’interno del partito: è tempo che ne prenda atto”.

Leggi l’articolo completo su Gazzetta del Sud

Uomini & Business – Beppe Facchetti: fare un nuovo PD

Lo spazio politico c’è, è quello europeo. Il vecchio Pd è insufficiente. Puntare su Renzi.

IL PD E IL GUSTO DELLA MINORANZA, CON GRANDI SPAZI (EUROPEI) DA OCCUPARE

L’errore è stato quello di parlare di “opposizione”, quando non esisteva, e in verità ancora non esiste, un qualcosa di preciso cui opporsi. Più correttamente, il PD avrebbe dovuto parlare di ruolo di minoranza, quella che – in mancanza di una capacità di far coalizione, dopo aver fatto una sciagurata legge elettorale basata sulle coalizioni – hanno voluto i milioni di italiani che gli hanno negato il voto. Gli altri, quel 18/19% che lo ha votato, tutto hanno pensato fuorché l’opposizione.
E’ gente che anzi ha apprezzato le 100 riforme realizzate o impostate in pochi anni, quasi un record, (smantellarle non sarà facile e costerà molto, sicuramente troppo) e hanno ritenuto Renzi ancora il miglior leader possibile. Magari antipatico, un po’ troppo bullo di Rignano, certo, ma ragioni non razionalmente sufficienti a preferirgli bulli impomatati di Pomigliano o bauscia milanesi. E che non fossero elettori del tutto sprovveduti o adoranti, lo dimostra la fatica che si fa oggi per trovare nel PD, o fuori, un leader del riformismo di sinistra. Martina? il prodotto del laboratorio PCI, giovane ma che ha già avuto il tempo di essere gregario di Bersani, Veltroni, persino di Franceschini e dello stesso Renzi (in genere le segreterie cadono tutte insieme; l’unica  a dannare il segretario e salvare il vice fu quella di Occhetto, con vice D’Alema, non un bel precedente…).

Elettori insomma che hanno in testa un progetto ma, nell’Italia rancorosa di oggi, pensano anche che essere minoranza può persino essere motivo di vanto, se la maggioranza ha come riferimenti – a seconda dei gusti – un Pantheon di contemporanei che va da Trump, il caso migliore figuriamoci, a Orban, dalla Le Pen a Farage. Per non dire del vero riferimento che tanti hanno pericolosamente in mente, nel nostro Paese, quel Putin che non ha bisogno di tante consultazioni quirinalizie per comandare. Uno che i problemi dell’opposizione li risolve prima del voto, con un po’ di galera a chi non è d’accordo, uno con la memoria lunga, non come quei buonisti che abbiamo in Italia, uno che i nemici li riconosce e li gasa anche nelle pizzerie inglesi. Un buon amico del dittatore siriano, uno che riesce a dialogare con un Erdogan nel bene come nel male, accomunato da una certa istintiva diffidenza guarda caso verso le minoranze, ancorchè nazionali.

Leggi l’articolo completo su Uomini & Business

HuffPost – “Il Pd si allei con Macron o lui guarderà a M5S”. Intervista a Sandro Gozi.

Il sottosegretario agli Affari europei: “Andare oltre il Pd, ok opposizione ma costruiamo da ora l’alternativa: Richetti ne parli già sabato…”
Articolo di Angela Mauro


“Bisogna andare oltre il Pd e costruire da subito un’alleanza progressista ed europeista con En Marche, portandosi anche gran parte del Pse. Il Pd ne deve parlare già ora all’assemblea nazionale di aprile. Ora Macron guarda soprattutto al dialogo con il Pd, ma se il Pd sta fermo, si guarda l’ombelico e si limita a fare interviste sui capicorrente, nessuno può impedire a En Marche di guardare altrove…”.

Vale a dire al M5s, uscito dal voto del 4 marzo come primo partito in Italia. Sandro Gozi, sottosegretario agli Affari europei del governo Gentiloni ancora in carica per gli affari correnti, esponente Dem non eletto alle ultime politiche, sprona il Pd a restare all’opposizione e costruire da ora l’alleanza per le europee del 2019. Anche perché “se non si forma un governo, il 2019 potrebbe essere anche l’anno del ritorno al voto per le politiche…”, non nasconde Gozi, prodiano della cerchia dell’ex segretario Matteo Renzi.

Leggi l’articolo completo su HuffPost

Grazie per aver condiviso la nostra scelta

Carissime, carissimi,

oltre 400 adesioni in pochi giorni costituiscono un risultato che carica di responsabilità.
Grazie per aver condiviso la scelta di un rilancio dell’azione civile, culturale e politica di Sinistra Liberale.

L’iniziativa organizzata a Roma lo scorso 25 marzo è stata coronata oltre le nostre più rosee aspettative  da un successo di presenze e di qualità degli interventi e del dibattito, non omologato, ed anzi ricco di suggestioni articolate,  che ci indicano la strada da percorrere.

Ringrazio qui tutti coloro che sono intervenuti al dibattito.
Rinvio al sito per l’ascolto integrale dell’evento.

Il ricordo di Paolo Colla, commosso, partecipe, ma anche ancorato al presente, che ha tracciato Alessandro Pilotti, ha dato modo a ciascuno di noi di acquisire consapevolezza del ruolo che possiamo svolgere per dare un profilo europeo e modernamente liberale al riformismo italiano, che rischia più che mai di avvitarsi in una spirale identitaria o, al contrario, dispersivamente iconoclasta.

Nelle prossime settimane decideremo, insieme, le modalità più efficaci di impegno comune e diffuso, che si caratterizzerà’ per l’attenzione ai contenuti ed alle proposte, e non a schermaglie frutto di un tatticismo sterile che non ci appartiene per cultura e formazione.

Intanto, oltre ad un grazie sentito a ciascuna e ciascuno, Vi chiedo di seguire le pagine del sito e degli altri luoghi in cui SL è presente (Facebook, Instagram, Twitter, YouTube), intervenendo con commenti, proposte, suggestioni.

Al riguardo un grazie sentito a Giulio Schiavo, web manager che, col suo supporto e le sue intuizioni, ha consentito di massimizzare l’efficacia e l’efficienza della nostra rete.

Un saluto,
Gianfranco Passalacqua

Gianfranco Passalacqua sul confronto con i 5 Stelle

Il confronto coi 5 Stelle, intesi come movimento politico, postula una condizione pregiudiziale e non trattabile. L’abbandono da parte loro, ed in primis dei loro massimi esponenti, di un pericoloso e totalitario spirito settario. I buoni contro i cattivi. Gli onesti contro i delinquenti.

È una deriva troppo spesso praticata in Italia, che ha condotto ad esperienze ed esperimenti non qualificanti. So che nei vertici dei 5S ci sono persone di qualità, aperte e capaci di dialogo. Vengano allo scoperto, ma non tatticamente per racimolare qualche voto parlamentare, peraltro risultando poco credibili, ma per riconoscere finalmente la nobiltà della Politica, la assoluta nocività di un manicheismo che finisce per premiare i peggiori.

L’ostilità alla democrazia rappresentativa ed alla politica quale strumento di composizione oggi si rivela un boomerang, nel momento in cui serve trovare il bandolo di una matassa cui sono legati i destini di un paese.

A parte le fumisterie sul reddito di cittadinanza, è necessario sapere quali sono i programmi su Fisco, Europa, sicurezza, welfare, politica estera, pubblica amministrazione, ambiente, sviluppo economico, giustizia. L’Italia civile non si costruisce additando nemici, ma costruendo dialogo.

Gianfranco Passalacqua

UE: En Marche !, nessun contatto con M5S, valori incompatibili

Bruxelles, 29 mar. –L’Europe en Marche, associazione affiliata a La Republique En Marche, non ha in alcun modo avviato discussioni con il Movimento 5 Stelle per formare una qualsiasi alleanza a livello europeo”.
È quanto si legge in un comunicato firmato da Marianne Escurat, a nome dell’ufficio esecutivo dell’Europe en Marche. “I valori progressisti d’apertura e di umanesimo che sono la colonna vertebrale de l’Europe en Marche non sono compatibili con le posizioni demagogiche e populiste, e apertamente euroscettiche, del Movimento 5 Stelle”, dice il comunicato.
La presa di posizione della componente europea del movimento fondato dal presidente francese Emmanuel Macron, arriva dopo le notizie di stampa pubblicate in Italia tra ieri e oggi che riferivano di una “svolta macroniana” di Luigi di Maio e di “segnali” da parte di ambienti vicini all’inquilino dell’Eliseo nei confronti del Movimento Cinque Stelle per iniziative politiche comuni in Europa.

Roma, 29 mar. – “Sono soddisfatto che En Marche !, come avevo detto, neghi qualsiasi dialogo con il Movimento 5 Stelle”. Così il sottosegretario alle Politiche europee Sandro Gozi commenta il comunicato di En Marche ! che smentisce ufficialmente qualsiasi dialogo con i pentastellati.

(Fonte AGI)