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EuropaToday – Nel Pd volano stracci. Per colpa di Macron.

Passalacqua: il riformismo europeo cresce se è capace di superare i limiti imposti da una visione identitaria e autoreferenziale.

Invito a maggiore attenzione sulla qualità delle proposte politiche. E delle personalità che le offrono al dibattito.
La condivisione d’intenti con Sandro Gozi, e con molti altri, mi consente di replicare che l’operazione messa in campo è di profilo alto, orientata a dare una prospettiva europea al riformismo italiano.
Legittimo dissentire, ma, vi prego, con juicio.
E sopratutto senza questa carica di aggressività assai poco coerente con l’ammirevole biografia di Daniele Viotti.
Il rispetto, almeno tra chi si dichiara democratico, non deve venire mai meno.
Mi auguro che chieda scusa.

 

Da EuropaToday:

Il renziano Gozi incontra gli spagnoli di Ciudadanos e apre a un nuovo soggetto politico europeo con il movimento del presidente francese. Ma l’eurodeputato Viotti lo attacca: “A nome di chi parla?”


Le divisioni del Pd in Italia arrivano fino a Bruxelles, dove ormai è chiaro a tutti che i dem stanno cercando di capire in quale casa politica appartarsi in vista delle prossime elezioni europee. Da un lato c’è chi vuole restare nella famiglia del Partito socialista, per quanto sempre più in crisi, magari con qualche allargamento a sinistra. Dall’altro, c’è chi, come i renziani, sognano la nascita di un nuovo soggetto politico (molto liberaldemocratico) con Republique En Marche , il movimento del presidente francese Emmanuel Macron, e il rampante partito di Ciudadanos in Spagna.

L’alleanza con Macron e Ciudadanos
Del secondo gruppo fa parte Sandro Gozi, sottosegretario dei governi Renzi e Gentiloni per gli affari europei, che già all’indomani delle elezioni in Italia aveva rilanciato le ipotesi di un’alleanza europea con Macron e che in questi giorni ha prima incontrato alcuni leader di Ciudadanos a Bruxelles, per poi intrattenersi a Roma un gruppo di esponenti di Republique En Marche: “Prosegue il nostro dialogo per la rifondazione europea e per la costruzione di una nuova alleanza progressista per vincere la battaglia contro gli estremisti e i populisti antieuropei”, ha scritto un entusiasta Gozi su Twitter.

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Messina – Antonio Saitta è il candidato del centrosinistra

Si è conclusa la telenovela della scelta del candidato del centrosinistra. Sarà l’ex pro rettore alla Legalità. Non escluso un ticket con la Timbro. Alessandro Russo si dimette da vice segretario PD . Palano Quero riflette.
Articolo di Domenico Bertè


Alla fine il tavolo composito del centrosinistra ha deciso. E’ Antonio Saitta il candidato della coalizione. Sono servite una lunga serie di riunioni, all’interno del PD, e con gli alleati, per sciogliere le riserve sul nome che comunque è stato sempre il favorito. Alla stretta finale erano rimasti solo Francesco Palano Quero e Giovanni Lazzari. Non è escluso un ticket con la Timbro (LEU) ma Liberi e Uguali deve passare domani, a sua volta da una direzione.

La scelta di Saitta, ha avuto come reazione le dimissioni di Alessandro Russo, renziano della prima ora e vicino a Palano Quero, dalla carica di vicesegretario provinciale del PD “in maniera irrevocabile a decorrere dalla giornata odierna. Le ultime vicende politiche riguardanti la città di Messina, purtroppo, mi confermano l’impraticabilità politica del dibattito all’interno del partito: è tempo che ne prenda atto”.

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Uomini & Business – Beppe Facchetti: fare un nuovo PD

Lo spazio politico c’è, è quello europeo. Il vecchio Pd è insufficiente. Puntare su Renzi.

IL PD E IL GUSTO DELLA MINORANZA, CON GRANDI SPAZI (EUROPEI) DA OCCUPARE

L’errore è stato quello di parlare di “opposizione”, quando non esisteva, e in verità ancora non esiste, un qualcosa di preciso cui opporsi. Più correttamente, il PD avrebbe dovuto parlare di ruolo di minoranza, quella che – in mancanza di una capacità di far coalizione, dopo aver fatto una sciagurata legge elettorale basata sulle coalizioni – hanno voluto i milioni di italiani che gli hanno negato il voto. Gli altri, quel 18/19% che lo ha votato, tutto hanno pensato fuorché l’opposizione.
E’ gente che anzi ha apprezzato le 100 riforme realizzate o impostate in pochi anni, quasi un record, (smantellarle non sarà facile e costerà molto, sicuramente troppo) e hanno ritenuto Renzi ancora il miglior leader possibile. Magari antipatico, un po’ troppo bullo di Rignano, certo, ma ragioni non razionalmente sufficienti a preferirgli bulli impomatati di Pomigliano o bauscia milanesi. E che non fossero elettori del tutto sprovveduti o adoranti, lo dimostra la fatica che si fa oggi per trovare nel PD, o fuori, un leader del riformismo di sinistra. Martina? il prodotto del laboratorio PCI, giovane ma che ha già avuto il tempo di essere gregario di Bersani, Veltroni, persino di Franceschini e dello stesso Renzi (in genere le segreterie cadono tutte insieme; l’unica  a dannare il segretario e salvare il vice fu quella di Occhetto, con vice D’Alema, non un bel precedente…).

Elettori insomma che hanno in testa un progetto ma, nell’Italia rancorosa di oggi, pensano anche che essere minoranza può persino essere motivo di vanto, se la maggioranza ha come riferimenti – a seconda dei gusti – un Pantheon di contemporanei che va da Trump, il caso migliore figuriamoci, a Orban, dalla Le Pen a Farage. Per non dire del vero riferimento che tanti hanno pericolosamente in mente, nel nostro Paese, quel Putin che non ha bisogno di tante consultazioni quirinalizie per comandare. Uno che i problemi dell’opposizione li risolve prima del voto, con un po’ di galera a chi non è d’accordo, uno con la memoria lunga, non come quei buonisti che abbiamo in Italia, uno che i nemici li riconosce e li gasa anche nelle pizzerie inglesi. Un buon amico del dittatore siriano, uno che riesce a dialogare con un Erdogan nel bene come nel male, accomunato da una certa istintiva diffidenza guarda caso verso le minoranze, ancorchè nazionali.

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HuffPost – “Il Pd si allei con Macron o lui guarderà a M5S”. Intervista a Sandro Gozi.

Il sottosegretario agli Affari europei: “Andare oltre il Pd, ok opposizione ma costruiamo da ora l’alternativa: Richetti ne parli già sabato…”
Articolo di Angela Mauro


“Bisogna andare oltre il Pd e costruire da subito un’alleanza progressista ed europeista con En Marche, portandosi anche gran parte del Pse. Il Pd ne deve parlare già ora all’assemblea nazionale di aprile. Ora Macron guarda soprattutto al dialogo con il Pd, ma se il Pd sta fermo, si guarda l’ombelico e si limita a fare interviste sui capicorrente, nessuno può impedire a En Marche di guardare altrove…”.

Vale a dire al M5s, uscito dal voto del 4 marzo come primo partito in Italia. Sandro Gozi, sottosegretario agli Affari europei del governo Gentiloni ancora in carica per gli affari correnti, esponente Dem non eletto alle ultime politiche, sprona il Pd a restare all’opposizione e costruire da ora l’alleanza per le europee del 2019. Anche perché “se non si forma un governo, il 2019 potrebbe essere anche l’anno del ritorno al voto per le politiche…”, non nasconde Gozi, prodiano della cerchia dell’ex segretario Matteo Renzi.

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Grazie per aver condiviso la nostra scelta

Carissime, carissimi,

oltre 400 adesioni in pochi giorni costituiscono un risultato che carica di responsabilità.
Grazie per aver condiviso la scelta di un rilancio dell’azione civile, culturale e politica di Sinistra Liberale.

L’iniziativa organizzata a Roma lo scorso 25 marzo è stata coronata oltre le nostre più rosee aspettative  da un successo di presenze e di qualità degli interventi e del dibattito, non omologato, ed anzi ricco di suggestioni articolate,  che ci indicano la strada da percorrere.

Ringrazio qui tutti coloro che sono intervenuti al dibattito.
Rinvio al sito per l’ascolto integrale dell’evento.

Il ricordo di Paolo Colla, commosso, partecipe, ma anche ancorato al presente, che ha tracciato Alessandro Pilotti, ha dato modo a ciascuno di noi di acquisire consapevolezza del ruolo che possiamo svolgere per dare un profilo europeo e modernamente liberale al riformismo italiano, che rischia più che mai di avvitarsi in una spirale identitaria o, al contrario, dispersivamente iconoclasta.

Nelle prossime settimane decideremo, insieme, le modalità più efficaci di impegno comune e diffuso, che si caratterizzerà’ per l’attenzione ai contenuti ed alle proposte, e non a schermaglie frutto di un tatticismo sterile che non ci appartiene per cultura e formazione.

Intanto, oltre ad un grazie sentito a ciascuna e ciascuno, Vi chiedo di seguire le pagine del sito e degli altri luoghi in cui SL è presente (Facebook, Instagram, Twitter, YouTube), intervenendo con commenti, proposte, suggestioni.

Al riguardo un grazie sentito a Giulio Schiavo, web manager che, col suo supporto e le sue intuizioni, ha consentito di massimizzare l’efficacia e l’efficienza della nostra rete.

Un saluto,
Gianfranco Passalacqua