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Notizia ~ PD: Fassino imbarca Sinistra Liberale, messaggio di Napolitano

20/11/06 - AGI

"Sono contento che consideriate i Ds lo strumento piu’ utile e piu’ congruo per far valere la vostra partecipazione nel partito democratico: la vostra scelta arricchisce il profilo culturale del partito della Quercia". Piero Fassino apre le porte alla ’Sinistra liberale’ che con l’assemblea nazionale, andata in scena oggi, sancisce l’adesione ai Ds nella prospettiva della casa comune dei riformisti, oggi Ulivo domani, forse, Pd. Tra i promotori della nuova ’anima’ diessina ci sono Gianfranco Passalacqua, Paolo Colla e Cinzia Dato. E per dar lustro all’avvenimento c’e’ un messaggio del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e la presenza di Valerio Zanone, nelel vesti di presidente dell’associazione democrazia liberale. "E’ di particolare importanza - scrive il Capo dello Stato - l’impegno a sviluppare i principi del pensiero liberale e ad affermare diritti e liberta’ individuali, all’interno di una attenta sensibilita’ agli aspetti sociali ed alle esigenze di giustizia e di eguaglianza. Cosi’ come e’ apprezzabile che tali riflessioni si svolgano nel vasto ed impegnativo processo di costruzione di una casa comune europea, proseguendo il lungimirante insegnamento di illustri personalita’ che al pensiero liberale e insieme all’europeismo si sono ispirate". E proprio dall’"iconografia" dell’iniziativa che presentava quattro nomi illustri Luigi Einaudi, Piero Gobetti, Ernesto Rossi e Umberto Bobbio, che Fassino prende spunto per ricordare come "la robusta cultura di riformismo liberal-democratico e liberal-progressista" - come anche quella di radice "mazziniana" che schiera tra gli altri Altiero Spinelli e Ugo La Malfa - sia stata quella che "ha avuto piu’ capacita’ di fecondare e contaminare le altre culture riformiste" non fosse altro perche’ "meno vincolata" da strutture organizzative. Partendo da questo riconoscimento, il leader dei Ds torna a ribadire le ragioni del Pd "nuova tappa della rivoluzione democratica del Paese". Un Pd che, per oltre un decennio, ha nell’Ulivo "il luogo d’incubazione culturale" in cui e’ cresciuta la convinzione che "una fusione" politica della "pluralita’" dei riformismi e’ "possibile". Ma perche’ questo progetto abbia respiro, Fassino e’ convinto che debba essere vissuto anche come una "sfida che abbia l’obiettivo di dare una prospettiva al Paese con la ridefinizione degli assetti economici, sociali, istituzionali, internazionali". In altre parole si tratta di essere "dentro ad un grande mutazione di pelle, di carattere, di profilo per ridare sicurezza a quelle identita’ che oggi sono incerte". Nel ricordare la "profonda amicizia" che lo lega al leader della Margherita Francesco Rutelli, vero artefice del suo ritorno in politica, Zanone si mostra prudente verso il Pd che considera una "scommessa difficile". Infatti "fare delle diversita’ un progetto comune - avverte - e’ un’operazione che raramente si e’ tentata e ancor piu’ raramente e’ riuscita". Detto questo i liberali per Zanone debbono accettare la scommessa ponendo pero’ "una sola condizione: non dimetterci mai da noi stessi". Infine, un monito: "non ho mai capito l’idea morotea delle convergenze parallele, anzi penso che se si vuol costruire un nuovo soggetto la convergenza e’ la strada". Tradotto: o la va o la spacca.


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