<?xml version="1.0" encoding="ISO-8859-1"?><rss version="2.0"><channel><title>SL News</title><link>http://www.sinistraliberale.org/rss-feed/</link><description>Tutte gli ultimi aggiornamenti su Sinistra Liberale</description><copyright>Sinistra Liberale</copyright>
<docs>http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss</docs>
<managingEditor>info@sinistraliberale.org</managingEditor>
<webMaster>info@sinistraliberale.org</webMaster>
<language>IT-it</language><item>
<title>intervista a gozi su repubblica</title>
<link>http://www.sinistraliberale.org/view.php?id=269</link>
<description><![CDATA[in allegato intervista a sandro gozi su repubblica del 25 febbraio.<br />
Si tratta di un contributo prezioso, che costituisce la base per una discussione autentica sul PD che vogliamo.<br />
]]></description>
<category>SL Magazine</category>
<pubDate>25/3/09</pubDate>
</item><item>
<title>Assemblea LIBERAL PD 20,21,22 MARZO AD AMELIA</title>
<link>http://www.sinistraliberale.org/view.php?id=268</link>
<description><![CDATA[<br />
<br />
Si terra' nei giorni dal 20 al 22 marzo prossimi l'Assemblea nazionale di Liberal PD.<br />
L'evento sara' concluso da Walter Veltroni.<br />
<br />
Nei prossimi giorni sara' definito il programma, che sara' pubblicato oltre che su questo sito anche su www.liberalpd.it<br />
<br />
Si tratta di una fondamentale occasione di dibattito e di partecipazione per un'area, quella laico-liberaldemocratica,che ha molto da dire ( e da fare) nel processo costitutivo del PD.<br />
<br />
Confermare presenza a liberalpd@alice.it]]></description>
<category>SL Magazine</category>
<pubDate>15/2/09</pubDate>
</item><item>
<title>ripartire dal lingotto:appello a walter veltroni</title>
<link>http://www.sinistraliberale.org/view.php?id=265</link>
<description><![CDATA[Sono oramai alcuni mesi che si dibatte sulle prospettive di un Partito, il PD, che costituisce, oggettivamente, la piu' grande e rilevante sfida culturale e politica dal secondo dopoguerra ad oggi, con rilevanti e significative ricadute sulle appartenenze ideali europee ed internazionali.<br />
Questa verita' incontrovertibile risulta oscurata dall'eterna e stucchevole querelle tra dalema e veltroni, e, peggio, tra dalemiani e veltroniani, ed ancora dal conflitto tra gli apparati degli ex popolari e degli ex pds-ds.<br />
I milioni di partecipanti alle primarie e di elettori del PD restano smarriti davanti ad un dibattito introverso, ripiegato su aspetti gestionali e di posizionamento tattico interno.<br />
Chi scrive non proviene dagli apparati, ne' dalle culture politiche maggioritariamente rappresentate nel PD ( quella ex pds/ds e quella popoiare), ma e' un liberale, da sempre impegnato a costruire un partito unitario dei democratici, dei progressisti, dei riformisti e riformatori (a partire da Vesro Alleanza Democratica).<br />
Walter Veltroni nel discorso del Lingotto aveva disegnato una piattaforma culturale e programmatica che rappresentava ( e rappresenta) la base in cui si riconoscono non gli ex dc, pci-pds-de,pli,psi,pri e via discorrendo, ma i democratici, europeisti e riformatori.<br />
Occorre ripartire da quelle suggestioni, e far emergere una classe dirigente innovativa e credibile, rifiutando logiche di cooptazione.<br />
Tale obbiettivo necessita di dibattito, di luoghi dove questo possa svolgersi, senza timori reverenziali, ne' riserve identitarie, ma consapevoli che il PD e' una sfida gia' vinta, che ha consentito di andare oltre steccati e appartenenze datate.<br />
Un partito a vocazione maggioritaria non deve, non puo' temere diversita' al suo interno.<br />
Il minimo comun denominatore deve esistere, ma va trovato attraverso sintesi alte, non mediante reticenze ipocrite.<br />
Ripeto.<br />
La piattaforma che Veltroni aveva fissato al Lingotto costituisce il minimo comun denominatore.<br />
Ne' si trattava solo di una piattaforma per il governo del Paese, buona per l'appuntamento elettorale di aprile 2008.<br />
Era e rimane il punto di riferimento che ha consentito a tutti noi, impegnati nella costruzione del pD, di riconoscersi in un progetto comune e condiviso.<br />
L'appello e' quindi a Walter Veltroni, in primo luogo, perche' rilanci quell'atto fondativo, ed apra un dibattito che si concentri non sui posizionamenti tattici, ma sia finalmente estroverso, rivolto alla societa' italiana, che cerca alternative ad una destra populista e ripiegata su se stessa, incapace di cogliere i segni della modernita'.]]></description>
<category>Rassegna Stampa</category>
<pubDate>25/1/09</pubDate>
</item><item>
<title>ripartire dal lingotto : appello a walter veltroni</title>
<link>http://www.sinistraliberale.org/view.php?id=266</link>
<description><![CDATA[ripartire dal lingotto:appello a walter veltroni<br />
<br />
 25/1/09<br />
<br />
Sono oramai alcuni mesi che si dibatte sulle prospettive di un Partito, il PD, che costituisce, oggettivamente, la piu' grande e rilevante sfida culturale e politica dal secondo dopoguerra ad oggi, con rilevanti e significative ricadute sulle appartenenze ideali europee ed internazionali.<br />
Questa verita' incontrovertibile risulta oscurata dall'eterna e stucchevole querelle tra dalema e veltroni, e, peggio, tra dalemiani e veltroniani, ed ancora dal conflitto tra gli apparati degli ex popolari e degli ex pds-ds.<br />
I milioni di partecipanti alle primarie e di elettori del PD restano smarriti davanti ad un dibattito introverso, ripiegato su aspetti gestionali e di posizionamento tattico interno.<br />
Chi scrive non proviene dagli apparati, ne' dalle culture politiche maggioritariamente rappresentate nel PD ( quella ex pds/ds e quella popoiare), ma e' un liberale, da sempre impegnato a costruire un partito unitario dei democratici, dei progressisti, dei riformisti e riformatori (a partire da Vesro Alleanza Democratica).<br />
Walter Veltroni nel discorso del Lingotto aveva disegnato una piattaforma culturale e programmatica che rappresentava ( e rappresenta) la base in cui si riconoscono non gli ex dc, pci-pds-de,pli,psi,pri e via discorrendo, ma i democratici, europeisti e riformatori.<br />
Occorre ripartire da quelle suggestioni, e far emergere una classe dirigente innovativa e credibile, rifiutando logiche di cooptazione.<br />
Tale obbiettivo necessita di dibattito, di luoghi dove questo possa svolgersi, senza timori reverenziali, ne' riserve identitarie, ma consapevoli che il PD e' una sfida gia' vinta, che ha consentito di andare oltre steccati e appartenenze datate.<br />
Un partito a vocazione maggioritaria non deve, non puo' temere diversita' al suo interno.<br />
Il minimo comun denominatore deve esistere, ma va trovato attraverso sintesi alte, non mediante reticenze ipocrite.<br />
Ripeto.<br />
La piattaforma che Veltroni aveva fissato al Lingotto costituisce il minimo comun denominatore.<br />
Ne' si trattava solo di una piattaforma per il governo del Paese, buona per l'appuntamento elettorale di aprile 2008.<br />
Era e rimane il punto di riferimento che ha consentito a tutti noi, impegnati nella costruzione del pD, di riconoscersi in un progetto comune e condiviso.<br />
L'appello e' quindi a Walter Veltroni, in primo luogo, perche' rilanci quell'atto fondativo, ed apra un dibattito che si concentri non sui posizionamenti tattici, ma sia finalmente estroverso, rivolto alla societa' italiana, che cerca alternative ad una destra populista e ripiegata su se stessa, incapace di cogliere i segni della modernita'.<br />
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]]></description>
<category>Notizia</category>
<pubDate>25/1/09</pubDate>
</item><item>
<title>ripartire dal lingotto : appello a Walter Veltroni</title>
<link>http://www.sinistraliberale.org/view.php?id=267</link>
<description><![CDATA[ripartire dal lingotto : appello a walter veltroni<br />
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 25/1/09<br />
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ripartire dal lingotto:appello a walter veltroni<br />
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25/1/09<br />
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Sono oramai alcuni mesi che si dibatte sulle prospettive di un Partito, il PD, che costituisce, oggettivamente, la piu' grande e rilevante sfida culturale e politica dal secondo dopoguerra ad oggi, con rilevanti e significative ricadute sulle appartenenze ideali europee ed internazionali.<br />
Questa verita' incontrovertibile risulta oscurata dall'eterna e stucchevole querelle tra dalema e veltroni, e, peggio, tra dalemiani e veltroniani, ed ancora dal conflitto tra gli apparati degli ex popolari e degli ex pds-ds.<br />
I milioni di partecipanti alle primarie e di elettori del PD restano smarriti davanti ad un dibattito introverso, ripiegato su aspetti gestionali e di posizionamento tattico interno.<br />
Chi scrive non proviene dagli apparati, ne' dalle culture politiche maggioritariamente rappresentate nel PD ( quella ex pds/ds e quella popoiare), ma e' un liberale, da sempre impegnato a costruire un partito unitario dei democratici, dei progressisti, dei riformisti e riformatori (a partire da Vesro Alleanza Democratica).<br />
Walter Veltroni nel discorso del Lingotto aveva disegnato una piattaforma culturale e programmatica che rappresentava ( e rappresenta) la base in cui si riconoscono non gli ex dc, pci-pds-de,pli,psi,pri e via discorrendo, ma i democratici, europeisti e riformatori.<br />
Occorre ripartire da quelle suggestioni, e far emergere una classe dirigente innovativa e credibile, rifiutando logiche di cooptazione.<br />
Tale obbiettivo necessita di dibattito, di luoghi dove questo possa svolgersi, senza timori reverenziali, ne' riserve identitarie, ma consapevoli che il PD e' una sfida gia' vinta, che ha consentito di andare oltre steccati e appartenenze datate.<br />
Un partito a vocazione maggioritaria non deve, non puo' temere diversita' al suo interno.<br />
Il minimo comun denominatore deve esistere, ma va trovato attraverso sintesi alte, non mediante reticenze ipocrite.<br />
Ripeto.<br />
La piattaforma che Veltroni aveva fissato al Lingotto costituisce il minimo comun denominatore.<br />
Ne' si trattava solo di una piattaforma per il governo del Paese, buona per l'appuntamento elettorale di aprile 2008.<br />
Era e rimane il punto di riferimento che ha consentito a tutti noi, impegnati nella costruzione del pD, di riconoscersi in un progetto comune e condiviso.<br />
L'appello e' quindi a Walter Veltroni, in primo luogo, perche' rilanci quell'atto fondativo, ed apra un dibattito che si concentri non sui posizionamenti tattici, ma sia finalmente estroverso, rivolto alla societa' italiana, che cerca alternative ad una destra populista e ripiegata su se stessa, incapace di cogliere i segni della modernita'.<br />
<br />
gianfranco passalacqua<br />
<br />
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<br />
]]></description>
<category>SL Magazine</category>
<pubDate>25/1/09</pubDate>
</item><item>
<title>PD, Partito dei democratici italiani, non di ex socialisti ed ex democristiani</title>
<link>http://www.sinistraliberale.org/view.php?id=264</link>
<description><![CDATA[editoriale pubblicato su www.liberalpd.it<br />
<br />
PD, Partito dei democratici italiani, non di ex socialisti ed ex democristiani<br />
<br />
<br />
 <br />
<br />
Di Gianfranco Passalacqua<br />
Coordinatore Nazionale di Sinistra Liberale<br />
Esecutivo Nazionale Liberal PD<br />
 <br />
  <br />
Il dibattito che si e' sviluppato dalle parti del PD sulla sua futura collocazione internazionale invita a qualche riflessione.<br />
 <br />
Lo scontro tra socialdemocratici e popolari, dal vago sapore anni '70,  rappresenta la negazione delle premesse costitutive del PD.<br />
 <br />
Si dimentica che tra le culture fondative del PD un ruolo centrale riveste quella  laico-liberaldemocratica, e che l'obbiettivo non era rientrare in uno dei contenitori di provenienza ma costruire una nuova appartenenza.<br />
 <br />
In Europa il campo progressista e' certamente socialista , ma anche ( su alcuni temi, direi soprattutto) liberale, mentre quello conservatore si identifica maggioritariamente col PPE.<br />
 <br />
Ignorare questo dato di fatto e' frutto di ignoranza o malafede.<br />
E non so cosa sia peggio.<br />
 <br />
Il rischio che si corre proseguendo con un dibattito datato e fuorviante e' quello di procedere come la nota figura mitologica con la testa rivolta all'indietro.<br />
 <br />
Chi scrive, liberale da sempre ( come molti altri, ben piu' autorevoli e rappresentativi, da Valerio Zanone ad Enzo Bianco), non ha lavorato dentro il PD  negli ultimi anni per poi dover scegliere se morire socialista o democristiano.<br />
Ha piuttosto deciso di vivere da democratico.<br />
 <br />
Il PD e' nato con la piena consapevolezza di essere innovativo rispetto alle tradizionali appartenenze riformiste del ‘900.<br />
 <br />
Non possiamo retrocedere rispetto a quella che e' la sua ragione fondativa, che va piuttosto condivisa a livello europeo ed internazionale, in rapporto virtuoso con le grandi famiglie riformiste , a cominciare da quelle socialdemocratica e liberale ( che comunque non esauriscono il campo progressista), individuando formule moderne di raccordo, come d'altronde gia' sperimentato dai Democratici americani ( che infatti partecipano ai lavori sia dell'Internazionale Liberale che di quella socialista).<br />
 <br />
Non si tratta pertanto di scegliere tra socialisti e liberali, ma di definire una tavola di valori,e condividerla ad ogni livello, facendosi protagonisti di una nuova stagione di cambiamento.<br />
 <br />
L'alternativa da sottoporre all'Italia oggi deve essere quella tra una sinistra liberale ed una destra conservatrice.<br />
 <br />
Scriveva Paolo Battistuzzi nel 1994 : ' Sono convinto da sempre che lo spazio liberale sia all'interno di una sinistra riformista e democratica, e che solo cosi' si possa essere liberali e che solo con i liberali la sinistra sara' tale.'<br />
 <br />
Walter Veltroni pochi giorni fa, replicando a Galli della Loggia dalle colonne del Corriere della Sera gli ha dato implicitamente ragione, scrivendo ' Il Pd scommette sulle risorse morali, prima ancora che materiali, della societa' aperta, di un mercato regolato, della democrazia liberale e quindi della divisione dei poteri e del potere…Non e' un caso se, come ha notato a piu' riprese il Corriere, il Pd guarda da tempo alla esperienza dei democratici americani e alla straordinaria novita' rappresentata da Barack Obama. Cosi' come non e' un caso se con il governo Berlusconi si e' stabilita una inedita 'special relationship' con la Russia di Putin. Davvero la storia non e' un eterno ritorno dell'identico.' <br />
 <br />
E' questa la strada da perseguire, quella che consentira' a tutti – qualunque sia la loro storia – di costruire un presente ed un futuro comuni.<br />
 ]]></description>
<category>SL Magazine</category>
<pubDate>6/12/08</pubDate>
</item><item>
<title>la vittoria di obama apre un ciclo nuovo in tutto l'occidente</title>
<link>http://www.sinistraliberale.org/view.php?id=263</link>
<description><![CDATA[<br />
<br />
La vittoria di Barack Obama costituisce - come da piu' parti e' stato correttamente osservato - uno spartiacque decisivo.<br />
La cultura politica di cui e' espressione ed al contempo portatore rappresenta la tavola costitutiva di una nuova appartenenza progressista, che travalica i confini statunitensi e si situa nel quadro di una autentica rivoluzione che investe tutto il mondo occidentale.<br />
<br />
In linea con Clinton, Blair e Zapatero, oggi Barack Obama e' il campione di una prospettiva di cambiamento in cui per primi i democratici italiani si devono riconoscere, artefici di un coraggioso atto di discontinuita' anticonformista quando hanno investito nella costruzione di un partito nuovo, aperto e plurale, proprio sul modello del Partito democratico americano.]]></description>
<category>SL Magazine</category>
<pubDate>5/11/08</pubDate>
</item><item>
<title>SL : cordoglio e commoszione per la scomparsa di Vittorio Foa. La sua lezione resti da esempio alla sinistra riformatrice</title>
<link>http://www.sinistraliberale.org/view.php?id=262</link>
<description><![CDATA[<br />
<br />
Sinistra Liberale ricorda l'intellettuale, il politico,l'uomo che ha saputo declinare l'appartenenza alla sinistra in modo originale e moderno, senza schematismi dottrinali.<br />
<br />
Ci riconosciamo nella sua lezione ideale e politica, che affonda le sue radici nell'esperienza di Giustizia e Liberta', dell'azionismo e del liberalismo gobettiano.<br />
<br />
Non dimenticheremo il suo insegnamento, legato ad una idea di liberta' che si alimenta anche della capacita' di andare oltre gli schemi.]]></description>
<category>SL Magazine</category>
<pubDate>20/10/08</pubDate>
</item><item>
<title>la speranza democratica : convegno a Roma</title>
<link>http://www.sinistraliberale.org/view.php?id=261</link>
<description><![CDATA[Giovedi' 2 ottobre <br />
ore 9,00, Sala Michelangelo. Hotel Esedra- Piazza della Repubblica, Roma<br />
<br />
Convegno promosso dalle associazioni Liberi di pensare, Liberi insieme, Liberal Pd e Sinistra Liberale con Rutelli, Zanda, Bianco, Battisti,Passalacqua, De Luca, Polito, Brutti<br />
<br />
Domani, giovedi' 2 ottobre - ore 9,00 a Roma presso la sala Michelangelo dell'Hotel Exedra a Piazza della Repubblica (e non piu' all'Hotel Aleph in Via di San Basilio) si terra' il convegno "La speranza democratica" promosso dalle associazioni Liberi di pensare, Liberi insieme - presiedute entrambe da Sandro Battisti -, Liberal Pd e Sinistra Liberale, presiedute rispettivamente da Enzo Bianco e Gianfranco Passalacqua.<br />
<br />
Il convegno avra' inizio alle 9,00. La prima sessione che sara' dedicata al Partito democratico statunitense e alle imminenti elezioni americane, si chiudera' alle 14,00. Nel corso della seconda sessione, che iniziera' alle 15,00, si discutera' invece del Partito democratico nell'ambito del panorama politico italiano.<br />
<br />
Parteciperanno, tra gli altri: Francesco Rutelli, Andrea Bianchi, Enzo Bianco, Willer Bordon, Massimo Brutti, Aldo Carboni, Andrea Colasio, Franco Danieli, Athos De Luca, Silvio Di Francia, Leopoldo Fabiani, Graziella Falconi, Aly Baba Faye, Giovanni Hermanin, Marcella Lucidi, Stefano Menichini, Franco Minucci, Claudio Minelli, Donato Mosella, Riccardo Milana, Enrico Morando, Paolo Ojetti, Marilisa Palumbo, Marco Panara, Fabrizio Panecaldo, Gianfranco Passalacqua, Eugenio Patane', Stefano Passigli, Antonio Polito, Anthony Sistilli, Andrea Vianello, Vincenzo Vita, Luigi Zanda, Valerio Zanone.<br />
]]></description>
<category>SL Magazine</category>
<pubDate>1/10/08</pubDate>
</item><item>
<title>veltroni incontra i liberal PD</title>
<link>http://www.sinistraliberale.org/view.php?id=260</link>
<description><![CDATA[VELTRONI INCONTRA I LIBERAL PD<br />
 <br />
Si e' tenuto giovedi' 24 Luglio l'incontro, da tempo programmato, tra il Segretario del PD Walter Veltroni ed i Liberal PD.<br />
L'incontro e' stato introdotto dal Presidente di Liberal PD, Enzo Bianco, che ha evidenziato la necessita' che il processo costituente del PD sappia valorizzare il pluralismo culturale di cui e' espressione, per approdare ad una tavola di valori condivisa.<br />
In questa direzione –ha proseguito Bianco – si muove l'Associazione Liberal PD, che raduna - nella comune prospettiva riformista e riformatrice - liberali, repubblicani, liberalsocialisti, azionisti, laico-democratici, ambientalisti.<br />
Alcuni valori – ha sottolineato il Presidente di Liberal PD – sono da noi considerati centrali, non in una logica identitaria, ma al contrario in una prospettiva di sintesi culturale.<br />
Tra questi il valore della laicita', da considerare occasione di inclusione e non di contrapposizione antireligiosa.<br />
Bianco ha infine evidenziato la necessita' che il PD parli ai ceti produttivi del Paese, che i liberal , per storia e formazione, da sempre rappresentano.<br />
Il Segretario Veltroni ha riconosciuto a Liberal PD il merito di contribuire al dibattito collegato al processo costituente, apportando sollecitazioni culturali e programmatiche, e sopra tutto con un atteggiamento non chiuso e correntizio, ma aperto al confronto ed anzi alla costante ricerca di sintesi nuove ed alte.<br />
Molti e qualificati gli interventi che si sono succeduti nel corso dell'Assemblea.<br />
Tra gli altri, sono intervenuti Ludina Barzini, Sandro Gozi, Antonio Saitta, Franco Bassanini, Beppe Facchetti.<br />
]]></description>
<category>SL Magazine</category>
<pubDate>29/7/08</pubDate>
</item></channel></rss>